“Questa è una manovra di austerità e senza progetto. Il ceto medio è stato martorizzato e non ci sembra che il tanto evocato popolo avesse chiesto tagli alle pensioni per usuranti e precoci, cancellazione di opzione donna, taglio del piano casa, definanziamento della sanità e niente sul costo della vita. E invece queste sono le misure al centro della manovra. La giustizia per la maggioranza è poi diventato il campo dove regolare i conti del passato, stravolgendo l’equilibrio dei poteri. Invece sui tempi della giustizia da quando la destra è al governo, a differenza degli anni precedenti, l’avanzamento è minimo e le risorse umane aggiuntive previste sono sempre il doppio di quelle concretamente messe in campo, infatti il comparto è in difficoltà. I tagli ammontano a 200 milioni di euro, per i precari della giustizia non c’è copertura e di conseguenza per la stabilizzazione di questi lavoratori si arriva forse a tremila su novemila. Sui pagamenti della pubblica amministrazione alle professioni è stata messa una toppetta piccolina, che rende soltanto un po’ meno indecente un provvedimento che riguarda molto ceto medio e moltissimi lavoratori autonomi. Una manovra in cui il senso della giustizia è assolutamente assente, una manovra profondamente ingiusta e classista”. Lo ha detto, intervenendo in aula, la vicepresidente dem del Senato, Anna Rossomando.


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