“La nostra storia repubblicana, i momenti più salienti di questa
storia, portano il nome di Tina Anselmi”. Cosi Anna Rossomando, vicepresidente del
Senato, intervenuta al convegno “Una donna che cambiò la Repubblica, Tina Anselmi.
MInistra del Lavoro 1976-2026”, promosso dalla senatrice Pd Valeria Valente in Sala
Zuccari. “Una donna aggiunge la parlamentare dem – che ha iniziato giovanissima
militando nella resistenza, ancora ragazza. Direi che rimangono scolpite le sue
parole:. ‘Capì allora che per cambiare il mondo bisognava esserci’. Questo è stato il
segno del suo impegno nelle istituzioni, su questioni fondamentali, come l’impegno per
la parità sui luoghi di lavoro tra uomini e donne, ma soprattutto per l’emancipazione
delle persone dalle difficili condizioni sui luoghi di lavoro”. Tina Anselmi, ricorda
Rossomando, “era anche nata come sindacalista, una cattolica impegnata nel sociale con
un grande senso dello Stato, ministra del lavoro ma ministra della sanità: quindi a lei
dobbiamo anche tutti quegli interventi sul servizio nazionale sanitario, di cui ancora
oggi parliamo, che dobbiamo riuscire ad applicare in pieno e che vediamo minacciato da
un atteggiamento e da spinte privatistiche”. “Presidente della Commissione sulla P2 –
ricorda ancora Rossomando – un impegno che svolse con estremo rigore, che le costò
anche diverse critiche, difendendo l’idea delle istituzioni libere e rigorose da quello
che è stato un tentativo eversivo” . “E infine – conclude la vicepresidente del Senato
– voglio ricordare da dove ha iniziato una giovanissima Tina Anselmi, agli albori della
Repubblica dopo la Resistenza, nell’occasione del primo voto alle donne: in orari
antidiluviani andava nelle campagne e nelle stalle a spiegare alle donne quanto fosse
importante quel primo voto del 1946, perché appunto ‘bisognava esserci’. In un momento
in cui spesso c’è una sfiducia che porta addirittura a non andare a votare, in una fase
così difficile per le nostre democrazie, il suo non soltanto è un grande insegnamento,
ma un grandissimo punto di riferimento”.


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