“Dopo il blitz che era stato tentato
all’interno dell’ennesimo decreto sicurezza e le proteste
pressoché unanimi, adottando una procedura molto discutibile, la
maggioranza ha provato a mettere la cosiddetta pezza. Il punto
fondamentale ora non è se il governo abbia il diritto o meno a
perseguire degli obiettivi di una politica sulla questione
migratoria, che noi reputiamo sbagliata e fallimentare. Il
problema è se questo debba avvenire usando chi dovrebbe tutelare
la libertà di ogni singola persona. Ancora, il problema è se per
fare questo, debba essere strumentalizzata la funzione di
garanzia che è il diritto di difesa. E quando si distorce anche
in un singolo aspetto la funzione difensiva, si lede e si
indebolisce l’intera funzione difensiva”. Lo ha detto in aula la
vicepresidente dem del Senato, Anna Rossomando, intervenendo sul
decreto in materia di rimpatri volontari assistiti.
“L’avvocatura negli anni si è battuta perché la difesa
d’ufficio fosse sempre pienamente garantita in tutti i suoi
aspetti, perché quando si indeboliscono elementi che possono
sembrare parziali, si indebolisce comunque tutto il diritto di
difesa. L’idea che – conclude -, a seconda di chi sei, hai le
garanzie fondamentali alla base dello Stato di diritto oppure
non le hai, è contrario a quello che abbiamo conquistato in anni
di battaglie democratiche. Quando si attacca il diritto di
difesa nella sua autonomia e libertà da ogni condizionamento, è
lo stesso diritto di difesa a diventare più debole per tutti e
per tutte”.


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