“Sulla riforma costituzionale non
c’è nulla di garantista nel richiamare formalmente le garanzie e
non applicarle nella sostanza. Non potete dirci che avete
rispettato l’articolo 138 della Costituzione solo perché avete
fatto quattro passaggi parlamentari, trattandosi di una riforma
dichiaratamente non modificabile. Sulla riforma è inutile
appellarsi al processo perché non state intervenendo sul
processo, ma sull’assetto della magistratura ed è altrettanto
inutile sostenere che dove c’è la separazione delle carriere non
c’è dipendenza dall’esecutivo. Dove si demoliscono gli organi di
autogoverno, c’è la sottomissione della magistratura, c’è
l’Ungheria. Non è un caso che la Presidente del Consiglio faccia
campagna elettorale per Orban, perché quello è il modello a cui
guardate e in Ungheria abbiamo visto persone portate in tribunale
con il guinzaglio come gli animali. Quando avete attaccato la
magistratura per sentenze contrarie alla linea del governo, non
avete certo detto che erano giudici ossequiosi verso i pubblici
ministeri e vi siete smentiti da soli. Come quando di fronte a
richieste di chiarimento che sono prerogative di un parlamentare,
il ministro Nordio minaccia velatamente le denunce, si allontana
da quel Churchill che spesso cita, per avvicinarsi a Trump. Noi
difendiamo lo Stato di diritto e gli organi di autogoverno della
magistratura presenti nella Costituzione, che ha un’architettura
costituzionale. Se si demoliscono i pilastri dell’architettura
costituzionale è inutile poi appendere all’ingresso dell’edificio
un’insegna che è la garanzia per tutti i cittadini di essere
liberi e uguali di fronte alla legge”. Lo ha detto la
vicepresidente dem del Senato, Anna Rossomando, intervenendo in
aula sulla Relazione del Ministro della Giustizia.


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