“Lo sviluppo del territorio deve
essere governato. Ci vuole una pianificazione che non significa
ovviamente più burocrazia, significa una migliore organizzazione
che parte dallo Stato, dalle regioni fino a arrivare ai comuni
per immaginare degli spazi a misura di persona, che tengono conto
delle trasformazioni climatiche, delle trasformazioni del modo di
vivere, del consumo del suolo, che si immagini di costruire
tenendo anche conto, per esempio, dei vari servizi alla persona”.
Lo ha detto la vicepresidente del Senato Anna Rossomando,
parlando a margine della presentazione del disegno di legge
“Disposizioni generali e princìpi fondamentali per il governo del
territorio e la pianificazione”, a prima firma del suo collega di
gruppo Nicola Irto.

Si tratta, ha spiegato Rossomando, di “una proposta che nasce da
un confronto molto serrato, approfondito, con i rappresentanti
anche istituzionali del mondo della progettazione,
dell’architettura; e dal lavoro e dalle elaborazioni
dell’Istituto nazionale di urbanistica”. “Una legge di principi e
di cornice nazionale a cui gli enti locali, comuni e regioni,
quindi livelli diversi, devono attenersi”, ha sottolineato Irto.
“Finalmente – ha aggiunto – proponiamo una legge di governo del
territorio che l’Italia non ha mai avuto, ognuno ha fatto un po’
come ha voluto… Pensiamo alla legislazione nelle varie regioni,
spesso in contraddizione una con l’altra. La nostra proposta
vuole mettere delle parole di chiarezza sulla rigenerazione
urbana, sul consumo di suolo. Una legge nazionale che parla di
consumo di suolo e che obbliga in qualche modo a determinare i
criteri con i quali il suolo viene utilizzato è un passo in
avanti. Anzi, siamo già in ritardo come Paese a non avere una
legge di questo tipo. Non aver avuto una legge nazionale ha
lasciato alle regioni di fatto un po’ di anarchia, ai regolamenti
comunali, ai piani comunali, ai piani strutturali, si è lasciato
sostanzialmente molto alla libertà territoriale, che in questo
caso noi non opprimiamo con questa legge, ma semmai concertiamo
con gli altri livelli superiori”.

Nella relazione che accompagna l’iniziativa legislativa si legge
che “il provvedimento mira a bilanciare lo sviluppo territoriale
con la tutela ambientale, promuovendo la sostenibilità e la
rigenerazione urbana attraverso un sistema di pianificazione
coordinato tra i diversi livelli istituzionali. L’idea di fondo,
espressa nei primi articoli, è che il governo del territorio sia
una ‘funzione pubblica’. Questo significa che lo Stato, le
regioni e i comuni non devono solo gestire permessi edilizi, ma
hanno il dovere di garantire un coordinamento interistituzionale
finalizzato ad una pianificazione territoriale condivisa, allo
scopo di offrire ai cittadini servizi efficienti, case adeguate e
la tutela del paesaggio e dei beni culturali. Il provvedimento si
muove su un binario costituzionale preciso (l’articolo 117 della
Costituzione), cercando un equilibrio tra il potere legislativo
dello Stato e quello delle regioni. In tale contesto, assume un
ruolo centrale il metodo di lavoro basato sulla collaborazione
tra enti”.


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