“Ribadiamo che questa non è una riforma che riguarda le carriere, è la normalizzazione della magistratura e dell’ordine giudiziario. Il vero obiettivo è la modifica della Costituzione attraverso la demolizione del sistema costituzionale delle magistrature. Far finta di non sapere che sbriciolare il Csm non ha niente a che vedere con la questione delle carriere è davvero un qualcosa che non possiamo accettare. La destra vuole riequilibrare i poteri tra esecutivo e giudiziario, una radicale riduzione dei meccanismi posti a tutela dell’indipendenza della magistratura nel suo complesso e il modello cui guarda è già stato realizzato: l’Ungheria, la Russia e la Polonia, Israele ci stava concretamente provando prima dei drammatici fatti del 7 ottobre; gli Stati Uniti con Trump. Dire no a questa riforma non è un atto di conservazione, ma un gesto di fedeltà alla Repubblica e alla nostra Costituzione”.

Così in aula la vicepresidente dem del Senato, Anna Rossomando.


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