“Quando il problema riguarda l’Italia, la destra invoca l’Europa. Quando riguarda un altro Paese europeo, invoca i confini. Non è una politica migratoria: è una politica di convenienza.
Quella di Ceuta è una crisi seria che coinvolge un confine esterno dell’Unione europea. È esattamente in momenti come questi che servono più cooperazione europea, più sostegno agli Stati di frontiera e un’azione comune contro i trafficanti di esseri umani, non la ricerca di un nuovo nemico.
Evocare la sospensione di Schengen nei confronti della Spagna è una proposta priva di qualsiasi fondamento politico e giuridico. È il frutto della rincorsa di Giorgia Meloni agli slogan di Vannacci e della destra più estrema, una scelta che rischia soltanto di aprire un’inutile crisi diplomatica con uno dei principali partner dell’Italia.
L’Europa non può essere invocata solo quando gli sbarchi riguardano Lampedusa. Se chiediamo solidarietà europea quando la pressione migratoria colpisce l’Italia, abbiamo il dovere di offrirla quando colpisce la Spagna. Questo significa essere europei. Il resto è propaganda.
E mentre Meloni rincorre Vannacci, farebbe meglio a inseguire Pedro Sánchez sui risultati. Oggi gli italiani fanno i conti con carburanti tra i più cari d’Europa, salari tra i più bassi del continente, un costo della vita sempre più insostenibile e una crescita economica che resta ben al di sotto di quella spagnola. Sono questi i problemi che il Governo dovrebbe affrontare, invece di trasformare ogni emergenza in una campagna elettorale permanente.
Chi usa Schengen come uno slogan dimostra di non aver capito che la sicurezza dei confini europei si difende insieme, non gli uni contro gli altri. I nazionalisti dividono l’Europa. I trafficanti ringraziano”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.


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