Dice che non ha ricevuto ”rimbrotti” dal
gruppo PD per quegli applausi ieri a Giorgia Meloni su Kiev. Un gesto
in controtendenza rispetto al muro contro muro tra maggioranza e
opposizione registrato nel dibattito alle Camere. “Ne sarei rimasto
sorpreso”, dice Filippo Sensi, senatore dem di area riformista tra
quelli che ieri hanno applaudito la premier al Senato, “perchè la
posizione del PD sull’Ucraina è chiara a sostegno di Kiev”. Insomma,
in sintonia con quanto dichiarato dalla presidente del Consiglio.
Però Giuseppe CONTE dice che serve una discontinuità con la linea di
Meloni se si vuole costruire una alternativa… ”Sono molto d’accordo
con lui sulla discontinuità. Il governo italiano – risponde Sensi
all’Adnkronos- sta traccheggiando da troppo tempo sulle armi e sulla
difesa dell’Ucraina. Quando toccherà a noi, le armi le dovremo dare
davvero e non solo quelle ad acqua”.
Messa così sembra difficile trovare un accordo nel campo progressista,
sebbene la segretaria SCHLEIN ne sia fiduciosa: “Se è fiduciosa la mia
segretaria, sono fiducioso anche io. Penso che un accrocco lo
troveranno, un equilibrismo per tenere tutto insieme. Non mi
formalizzo sulle formule. Mi interessa solo la sostanza. Che l’aiuto
militare per l’Ucraina arrivi. E arriverà. Gli amici della Russia
della nostra coalizione se ne dovranno fare una ragione. Non siamo e
non saremo mai Vannacci, Le Pen o Orban”.


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