“La crisi economica in cui versa
l’agenzia di stampa Dire si trascina ormai da tre anni quale
conseguenza della catena di errori della precedente
proprietà, come segnalato da Cdr e Rsa che hanno proclamato, su
decisione di giornalisti e lavoratori, lo stato di agitazione.
Giornalisti e lavoratori da gennaio 2025 non ricevono gli
stipendi dovuti ai quali si aggiunge il mancato completamento
degli stipendi per quei giornalisti e lavoratori che la proprietà
all’inizio del 2024 ha sospeso dal lavoro. Giornalisti che però
hanno continuato regolarmente a prestare la loro opera. Chiediamo
al Governo se sia a conoscenza della situazione di crisi
economico-finanziaria dell’agenzia Dire, della sospensione dal
lavoro di giornalisti e lavoratori e del mancato rispetto dei
contratti di lavoro da parte della proprietà e delle conseguenti
gravi ripercussioni sui lavoratori e lavoratrici”. Così i
senatori Filippo Sensi e Walter Verini del Pd con una
interrogazione urgente al presidente del Consiglio, Meloni e al
ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone.
“Inoltre, chiediamo al ministro del Lavoro e delle politiche
sociali Calderone se non ritenga di avviare un tavolo di crisi
con le parti interessate per poter trovare soluzioni eque e non
discriminatorie che consentano di salvaguardare i livelli
occupazionali e all’agenzia Dire di riprende la normale
attività”, hanno aggiunto.