“Farò tre annotazioni e qualche domanda alla presidente Meloni sull’agenda del prossimo Consiglio europeo, che prevede punti sociali ed economici importanti all’ordine del giorno. Il primo è la competitività. L’Italia è tra i paesi che maggiormente beneficerebbero di un robusto quadro di investimenti e regole per la competitività a livello europeo, vista la crescita anemica ormai sostenuta solo dagli investimenti del PNRR, i salari tra i più bassi d’Europa e il peso da 16,5 miliardi dei dazi americani, mai compensati. L’Italia chiederà un piano di investimenti europeo, sostenuto da debito comune, per cui come Pd stimiamo servano 800 miliardi? Sosterremo la proposta Letta di un regime fiscale comune per le pmi europee e un piano per armonizzare i regimi fiscali su grandi patrimoni e imprese, per porre fine all’infruttuoso dumping tra paesi europei?”. Lo ha detto in Aula la senatrice Cristina Tajani, capogruppo del Pd in Commissione Finanze, nel suo discorso in Aula sulle comunicazioni della Presidente del Consiglio.
“La seconda questione riguarda il cruciale rafforzamento della sovranità digitale – ha proseguito Tajani – La questione della promozione della sovranità digitale europea è fortemente contrastata dalle big tech americane e dalla Presidenza Trump. L’Italia da che parte starà? Infine, la questione abitativa, che è diventata misura e causa di nuove disuguaglianze. Per la prima volta in Ue c’è una Commissione speciale per la casa affidata ad una collega italiana. Su questo tema il Governo italiano ha fatto molti annunci e pochi fatti. Siamo alla penultima legge di bilancio, quando pensate di presentaci le proposte sulla casa? O pensano di farlo con al cedolare secca sugli affitti brevi?
Meloni metta la stessa grinta che impiega per attaccare l’opposizione al servizio dei bisogni primari dei cittadini italiani: stipendi, casa, costo della vita e il Pd saprà riconoscerglielo”.


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