“Il corto circuito politico della Lega in Lombardia è sconcertante. Solo ieri il capogruppo leghista Massimiliano Romeo, in Aula al Senato, fissava il prezzo della fedeltà a Giorgia Meloni ergendosi a paladino delle imprese del Nord; oggi, smessa la giacca del difensore pragmatico del territorio, lo ritroviamo a Milano schierato con i razzisti del Remigration Summit”.
Così dichiara in una nota la Senatrice milanese del Partito Democratico, Cristina Tajani che prosegue: “Le aziende della Lombardia semplicemente chiuderebbero domani mattina senza il contributo fondamentale dei lavoratori immigrati. Ignorare questo dato significa ignorare la realtà del nostro sistema produttivo.”
“In piena crisi demografica – a cui il Governo ‘Patria e Famiglia’ non ha saputo porre alcun argine – i nostri anziani rimarrebbero senza assistenza se non fosse per i lavoratori e le lavoratrici stranieri che prestano serivizio nelle nostre case e nelle strutture sanitarie.”
“È lecito chiedersi come si concili questa postura ‘vannacciana’ con la tutela degli interessi economici del Nord,” prosegue Tajani. “Siamo di fronte a un corto circuito: non si possono rivendicare priorità per il Nord e contemporaneamente sostenere tesi che ne minano le basi sociali ed economiche.”
“Se schierarsi con posizioni estremiste e filo-naziste è la strategia con cui la Lega pensa di far riconquistare al centrodestra la Città di Milano, sappia che ha sbagliato strada. La nostra città ha una cultura del lavoro, dell’accoglienza e del pragmatismo che respinge con forza queste derive fuori dalla storia.”


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