“La nostra proposta sul decreto carburanti e sul decreto fiscale mette al centro una priorità chiara: difendere il potere d’acquisto di famiglie e lavoratori e sostenere il sistema produttivo, intervenendo in modo equo sugli extraprofitti”. Lo dice Cristina Tajani, capogruppo Pd in Commissione Finanze al Senato, illustrando il pacchetto di emendamenti presentati dal Partito Democratico.
“Sul fronte carburanti – spiega Tajani – proponiamo un intervento immediato sulle accise per evitare che i prezzi superino i livelli di inizio anno, utilizzando le maggiori entrate IVA generate dal caro petrolio. A questo affianchiamo misure concrete: un bonus fino a 100 euro per le famiglie con redditi più bassi, la detassazione dei buoni benzina per i lavoratori e un sostegno mirato al settore dei trasporti, con crediti d’imposta e rimborsi più rapidi. Prevediamo inoltre una riduzione delle accise del 50% per le isole, per garantire la continuità territoriale, finanziata attraverso un contributo temporaneo sugli extraprofitti delle grandi imprese energetiche. Sul piano fiscale interveniamo per contrastare l’inflazione e restituire risorse ai cittadini: proponiamo di neutralizzare il drenaggio fiscale adeguando l’IRPEF al costo della vita e di introdurre un meccanismo di accisa mobile per contenere i costi energetici. Accanto a questo, sosteniamo le imprese con incentivi agli investimenti tecnologici, la proroga delle agevolazioni per i lavoratori impatriati e una riduzione della ritenuta sui bonifici per migliorare la liquidità. La proposta del Pd inoltre incentiva il lavoro agile per contrastare i costi energetici, con una riduzione dell’1% dei premi INAIL. Fino al 31 dicembre 2026 consente di aumentare il lavoro da remoto tramite accordi collettivi (almeno 50% dell’orario). L’obiettivo è ridurre consumi e costi di trasporto, soprattutto per i pendolari. Infine, puntiamo su semplificazione e giustizia: estensione dell’autorizzazione unica nazionale per le attività produttive e riduzione delle sanzioni e degli oneri amministrativi. Gli aiuti devono però essere legati a condizioni chiare: rispetto dei contratti collettivi e tutela dell’occupazione. È una proposta organica – conclude Tajani – che tiene insieme equità sociale, crescita e responsabilità: chi ha di più contribuisce di più, e le risorse tornano a famiglie, lavoratori e imprese”.


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