“È inaccettabile che, per fronteggiare gli effetti economici di una crisi internazionale segnata dalla guerra, il Governo scelga di intervenire con tagli lineari e indiscriminati, che tagliano la sanità, la cultura e il sociale indiscriminatamente. Tra i tagli presentati oggi in Commissione Sesta c’è anche quello alle associazioni combattentistiche e della memoria, tra cui l’ANPPIA, l’ANED, e l’Associazione nazionale vittime civili di guerra ANVCG”. Lo dichiara la senatrice del Pd Cristina Tajani intervenendo sull’esame del decreto-legge sui carburanti.
“Ci troviamo di fronte – prosegue la parlamentare dem – a un paradosso evidente: si tenta di attenuare le conseguenze della guerra e, allo stesso tempo, si indeboliscono proprio quei soggetti che della guerra custodiscono la memoria storica e ne trasmettono le lezioni. Tutto questo è surreale che avvenga alla vigilia del 25 aprile, una ricorrenza che da troppe parti si cerca di annacquare con iniziative dubbie che tendono a offuscare il valore storico della Liberazione. È una contraddizione politica grave e un segnale profondamente sbagliato”.
“Le associazioni combattentistiche, tra cui l’ANPPIA, l’ANVCG e l’ANED, – afferma Tajani – non sono una voce di spesa qualsiasi: rappresentano un presidio democratico fondamentale, e questo sarebbe il terzo taglio consecutivo che minerebbe alle fondamenta l’attività stessa delle associazioni. La Memoria che custodiscono non è un fatto simbolico, ma un vero e proprio antidoto civile e culturale contro il ritorno delle guerre, delle derive autoritarie e della violenza politica”.
“Invece di adottare misure strutturali e selettive, si interviene in modo cieco, scaricando i costi della crisi su ambiti già colpiti da anni di riduzioni. È un approccio che dimostra l’assenza di una strategia e una preoccupante mancanza di gerarchia nelle priorità pubbliche. Per questo, tra gli altri, abbiamo presentato un ordine del giorno che impegna il Governo a escludere esplicitamente dai tagli i finanziamenti destinati alle associazioni combattentistiche e della memoria. Difendere queste realtà significa difendere la coscienza democratica del Paese”, conclude la senatrice.