Interrogazione dem al Ministro dell’Economia
“Le accise – che rappresentano imposte indirette di natura specifica calcolate in misura fissa per unità di prodotto e non in percentuale sul prezzo – gravano sulla benzina e sul gasolio con aliquote fra le più elevate d’Europa. A queste si aggiunge l’imposta sul valore aggiunto, applicata al 22 per cento sull’intero prezzo comprensivo già delle accise stesse, con un meccanismo di “tassa sulla tassa” che amplifica l’effetto fiscale finale in misura più che proporzionale rispetto all’andamento delle quotazioni internazionali del greggio. Il risultato è che, attualmente, la componente fiscale pesa per circa il 60 per cento del prezzo finale di benzina e gasolio. L’attuale crisi energetica, innescata dal conflitto in Medio oriente e dal blocco dello Stretto di Hormuz, ha prodotto consistenti aumenti del prezzo del greggio e del gas naturale che si sono immediatamente ripercossi sui prezzi dei carburanti alla pompa, gravati da una doppia tassazione.
Tutto questo ha preoccupanti ripercussioni sull’inflazione, in ragione della crescita dei costi di trasporto delle merci, che sono largamente su gomma, e per le conseguenze sui bilanci delle famiglie, soprattutto quelle a basso reddito data la natura regressiva della tassazione.
Alla luce di tali accadimenti è emersa da subito l’esigenza di interventi per sterilizzare gli effetti delle accise e più in generale delle imposte sui carburanti. Proprio per attenuare gli impatti economici e sociali degli aumenti del prezzo dei carburanti è stato proposto dal Partito democratico l’intervento delle ’“accise mobili”, già sperimentato in diverse occasioni in passato. Il meccanismo è stato introdotto con la legge finanziaria 2008 ai tempi del secondo governo Prodi e successivamente riformato dal “decreto carburanti” varato dal governo Meloni nel 2023.
Questo strumento mira ad evitare che lo Stato benefici di extra-profitti derivanti dall’aumento dei prezzi del petrolio a discapito dei cittadini. L’intervento scatta quando il prezzo del greggio sale e lo Stato incassa più Iva. Per compensare questo rincaro, il governo può ridurre le accise, che sono un valore fisso, di un importo pari al maggior gettito Iva incassato; per legge, pertanto, il Governo può emanare, al verificarsi delle condizioni, un decreto di attivazione dell’accisa mobile per tagliare l’accisa in misura tale da sterilizzare l’aumento delle tasse, mantenendo invariate le entrate per lo Stato;
A nostro parere la situazione rende non più rinviabile l’adozione del suddetto intervento. Il Brent è già stabilmente sopra i 100 dollari al barile, e si registrano aumenti alla pompa superiori ai 30 centesimi per litro rispetto alla media dell’anno precedente. Non comprendiamo, a questo punto, i ritardi del Governo nell’attivazione di uno strumento disciplinato dallo stesso esecutivo nel 2023.
Per questi motivi ho presentato una interrogazione al Ministro dell’Economia, sottoscritta dalle senatrici e dai senatori dem, con la quale chiedo di sapere:
quali siano le motivazioni che impediscono al Ministro dell’economia e delle finanze di attivare gli strumenti normativi già vigenti relativi all’accisa mobile sui carburanti e di emanare con urgenza il decreto interministeriale; quali ulteriori misure intenda adottare il Governo per compensare l’incremento dei prezzi dei carburanti alla pompa, considerato che l’accisa mobile, qualora attivata, è in grado di compensarne soltanto una parte; se intenda attivarsi per promuovere una riforma organica della fiscalità energetica italiana, che punti a correggerne per quanto possibile la regressività distributiva e a renderla coerente con gli obiettivi della transizione ecologica europea; se, in tale contesto, non ritenga opportuno predisporre interventi di natura preventiva in grado di assorbire immediatamente l’impatto dell’incremento dei prezzi dei carburanti, superando per tale via la logica degli interventi reattivi e spesso tardivi rispetto alle esigenze dei cittadini e delle imprese”. Così la senatrice Cristina Tajani, capogruppo Pd in commissione Finanze a Palazzo Madama.