“Tutto rinviato alla prossima settimana in Sesta Commissione sull’iter di conversione del decreto carburanti: è la prova dello stato confusionale in cui versa la maggioranza.
Mentre il Paese aspetta risposte contro il caro-energia, il Governo non sa come far fronte all’esplosione dei prezzi causata dalla sciagurata condotta degli alleati Trump e Nethanyau, facendo slittare a martedì prossimo decisioni che non possono più attendere, considerando che parte degli effetti del decreto cesserà già il prossimo 7 aprile e che gli aumenti del petrolio si sono mangiati la riduziuone fissata pochi giorni fa.
Il Governo ha scelto deliberatamente di ignorare la strada delle accise mobili, proposta con forza dal Partito Democratico, che avrebbe garantito un sistema automatico e certo di protezione per i consumatori di fronte ai picchi di prezzo senza la tagliola della scadenza. Senza una visione strutturale, ci ritroviamo con un provvedimento debole e incerto, che naviga a vista mentre le scadenze incalzano.
A questa confusione si aggiunge una dimenticanza colpevole: l’esclusione del settore agricolo. Come ho già denunciato nell’interrogazione depositata nei giorni scorsi, lasciare fuori i nostri agricoltori significa ignorare le difficoltà di un comparto strategico per il nostro Paese già messo in ginocchio dall’aumento dei costi di produzione, in un momento in cui l’apertura di nuovi mercati richiede la massima attenzione.
Servono soluzioni vere, non decreti che scadono prima ancora di dispiegare i propri effetti alla pompa di benzina.”
Così la senatrice Cristina Tajani, capogruppo Pd in commissione Finanze a Palazzo Madama.


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