“Oggi è un giorno importante per l’Italia e per l’Unione Europea. Ratifichiamo in seconda lettura l’accordo di Parigi e da domani anche il nostro Paese si aggiungerà alla lunga lista dei Paesi contraenti che rappresentano già oltre il 60% delle emissioni globali, consentendo così l’entrata in vigore dell’accordo il prossimo 5 novembre”. Lo dice il senatore Stefano Vaccari, capogruppo Pd in Commissione Ambiente, che ha parlato in dichiarazione di voto in Aula.
“Tuttavia – ha proseguito Vaccari – non possiamo dimenticare il percorso compiuto dalla stipula del Protocollo di Kyoto nel 1992, fino al COP20 di Copenaghen 2009 che si concluse con un nulla di fatto. L’Italia è stata protagonista in questo iter: la base dell’accordo di Parigi, il pacchetto clima-energia al 2030, è stata raggiunta nel corso del semestre di presidenza italiana dell’Ue. Dopo Parigi, però, non abbiamo certezza che l’obiettivo del contenimento del riscaldamento globale a 2 gradi potrà essere raggiunto, perché le riduzioni segnalate dagli Stati non sono sufficienti e manca l’indicazione del tempo del ‘picco’ oltre il quale le emissioni globali dovranno diminuire. E’ notizia di questi giorni che siamo già oltre le 400 parti per milione di CO2 in atmosfera: significa che, per stare tra il grado e mezzo e i 2, sarà necessario mettere in campo politiche di cattura di carbonio, non solo avviare la decarbonizzazione. Significa che come Italia e come Ue dobbiamo essere pronti ad adottare obiettivi più ambiziosi. Rivedere con nuove priorità la Strategia energetica nazionale costruendo un mix energetico meno fossile, sostenere l’apporto delle rinnovabili, dare corso ai nostri impegni previsti dall’Agenda 2030, attuare la strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici sono i nuovi traguardi di fronte ai quali il nostro Paese – conclude Vaccari – può giocare un ruolo da protagonista”.


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