“Lo scioglimento dei consigli comunali di Sarno e Torre Annunziata è un atto dovuto, che impone però una riflessione che vada oltre le singole responsabilità personali. La mafia non si combatte soltanto sostituendo una classe politica con una commissione straordinaria, ma scardinando il contesto che la rende possibile”. Lo dice la senatrice napoletana del Pd Valeria Valente, componente della Commissione Antimafia.
“Quello che emerge con drammatica chiarezza da vicende come queste è che il condizionamento mafioso non agisce solo sulle persone, ma si incarna nelle strutture, nei meccanismi amministrativi, nelle relazioni consolidate tra apparati burocratici e poteri criminali. Anche il più onesto dei sindaci può trovarsi comunque a fare i conti con un sistema già compromesso da cui non sempre è semplice prendere le distanze e che finisce per condizionare il suo operato. Per questo è necessario andare oltre – continua Valente – quando si commissaria un comune infiltrato dalla criminalità organizzata, non è sufficiente azzerare la rappresentanza politica eletta: bisogna intervenire con altrettanta decisione sui dirigenti e sull’apparato amministrativo, che spesso è il vettore più resistente e invisibile del modus operandi mafioso. Senza questa doppia discontinuità – politica e burocratica – il rischio è che il commissariamento sia un cambio di facciata, mentre le logiche di fondo restano intatte e si continueranno a ripresentare ad ogni elezione. Servono strumenti legislativi adeguati a questa complessità. La legge oggi non lo consente pienamente, per questo andrebbe cambiata. Ai cittadini di Sarno e Torre Annunziata va la nostra piena solidarietà. Sono loro le prime vittime di questa situazione, e sono loro – le associazioni, le scuole, i lavoratori, le famiglie oneste – la risorsa su cui costruire un riscatto autentico. Ma quel riscatto richiede che lo Stato intervenga davvero in profondità, non solo in superficie” conclude Valente.