“Come ho ribadito oggi nel mio intervento alla Conferenza internazionale contro il femminicidio organizzata dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri con l’Osce, alla presenza della relatrice ONU del rapporto sulla violenza contro le donne Reem Alsalem, l’educazione sessuo-affettiva é essenziale per prevenire la violenza contro le donne. Serve un’educazione che decostruisca e ricostruisca i modelli di relazione tra uomini e donne e che consenta anche una lettura critica di genere di tutti i saperi, contro gli stereotipi e i pregiudizi sessisti. Oltre alla formazione e alla specializzazione degli operatori della giustizia, questo tipo di formazione deve rientrare anche nei curricula universitari per preparare insegnanti, psicologi e operatori sanitari, assistenti sociali, e in prospettiva tutti i professionisti, oltre a saper riconoscere e a dare una corretta lettura della violenza contro le donne, anche a pensare finalmente la società in modo più paritario”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente, componente della Bicamerale Femminicidio. “Credo poi – prosegue Valente – che Nordio abbia purtroppo espresso la sua visione retrograda dei rapporti tra uomini e donne, confermando quanto ci sia da lavorare sull’abbattimento degli stereotipi. Gli uomini non sono pronti a fare i conti con la libertà e l’autonomia delle donne per ragioni sociali e culturali, non certo per ragioni biologiche e fisiche. L’educazione sessuo-affettiva e alla parità in tutte le scuole di ogni ordine e grado e l’impegno delle università e di tutte le agenzie educative serve proprio a correggere visioni e prospettive come quella del ministro”.
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