“Con il ddl Valditara la destra squarcia purtroppo il velo dell’ipocrisia sulla violenza contro le donne e sulla cultura che la alimenta. L’educazione sessuo affettiva viene vietata nella scuola dell’infanzia e nella primaria e sottoposta al consenso informato delle famiglie nella secondaria di primo e secondo grado. Contro ogni evidenza scientifica e al contrario di quanto stanno facendo da anni i più grandi paesi europei, la destra italiana fa finta di non vedere che proprio nelle famiglie si annida spesso la cultura della sperequazione di potere tra donne e uomini, quella cultura radicata nel patriarcato in cui purtroppo siamo ancora immersi e che proprio tra le mura domestiche diventa troppo spesso sopruso e violenza”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente.
“In sostanza – prosegue Valente – la destra a parole dice di credere nella prevenzione, ma nei fatti ostacola il principale strumento di prevenzione della violenza maschile, di educazione a relazioni paritarie e rispettose e a modelli di comportamento che escludano la volontà di possesso sul corpo, specie sul corpo femminile. La scuola è la principale agenzia in grado di fornire a tutti gli stessi diritti educativi e sono proprio i bambini e i ragazzi che non avranno il consenso dei propri genitori quelli più a rischio. Una legge oscurantista, che conferma la concezione della famiglia che questa destra incarna”.


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