“Questo decreto, in vigore da ben 45 giorni, è l’ennesimo provvedimento di propaganda a buon mercato. La sicurezza non è di destra o di sinistra, ma lo sono le letture che si danno del fenomeno e le risposte che si mettono in campo. Le politiche che da 3 anni e mezzo il governo Meloni attua su questo tema hanno mostrato tutti i loro limiti. Una semplice parola le descrive: fallimento. Non lo dicono solo i dati, che pure la destra usa in maniera approssimativa, e che descrivono la microcriminalità di strada e i reati violenti in aumento. Lo dice la percezione dei cittadini, che si sentono più insicuri. E lo ha detto la Premier Meloni in Aula una settimana fa, quando ha affermato: non sono soddisfatta. Ma qual è la risposta? Perseverare sulla stessa strada. Cosa costa infatti all’Esecutivo introdurre nuovi reati, inasprire le pene? Nulla. Cercano di costruire risposte per la pancia del Paese, sull’onda dei fatti di cronaca, ma i risultati sono disastrosi, perché la sicurezza è un tema complesso. E così siamo arrivati a 57 nuove fattispecie, 60 provvedimenti di aggravamento delle pene, 7 tra decreti e ddl sicurezza. Utilizzano il Codice penale come strumento di controllo sociale. Provano a fare uno scambio tra libertà e sicurezza, ma non è limitando la libertà che si garantisce più sicurezza. Volevano cambiarla la Costituzione, i cittadini hanno risposto di No, e allora la calpestano. La sicurezza si garantisce con il controllo del territorio, investendo sulle forze dell’ordine e sulle comunità, dando ascolto ai sindaci, prevenendo il disagio sociale e lavorando sull’integrazione. Tutto il contrario di quello che fa questa destra”. Lo ha detto in Aula la senatrice Valeria Valente in dichiarazione di voto per il Pd.


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