“Come documenta oggi Differenza Donna con la ricerca ‘Gen/Z Giovani voci per relazioni libere’, tra i giovani tra i 14 e i 21 anni è diffusa la violenza di genere, anche sessuale e fisica. Un quarto delle ragazze dichiara di aver accettato atti sessuali anche se non voleva, mentre il 34% di aver subito una forma di violenza. Si tratta di dati allarmanti, confermati anche dall’altissima percentuale di adolescenti e giovani, il 63,5%, che si informa sulla sessualità sui social, mentre il 66% dichiara di aver visto pornografia già alle scuole medie. E’ evidente che di fronte a questo quadro è urgente, indispensabile avviare una vera educazione sessuo-affettiva in tutte le scuole di ogni ordine e grado, non vincolata al consenso dei genitori, come vuole invece il governo Meloni. Stiamo lasciando le giovani generazioni agli stereotipi e pregiudizi sessisti riproposti dai social e alla pornografia, esponendo di fatto, al di là di tante belle parole, le relazioni tra i sessi a passi indietro drammatici e irrimediabili. Occorre agire al più presto con la prevenzione nelle scuole, dove insegnare, oltre all’educazione sessuale, anche il rispetto della diversità tra i sessi, la parità affettiva e relazionale e una lettura critica di genere dei saperi. Altrimenti rischiamo che i rapporti di prevaricazione e di dominio, sostanzialmente rapporti asimmetrici di potere tra uomini e donne, anche attraverso il digitale finiscano con il rafforzarsi”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente.


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