“Il governo e la maggioranza della destra
oggi hanno perso una preziosa occasione in Senato. La segretaria
Elly Schlein, condannando gli aggressori di Torino e dando piena
solidarieta’ alle Forze dell’Ordine, aveva teso una mano a
Giorgia Meloni per un’unita’ delle forze politiche con
l’obiettivo di stigmatizzare insieme quando accaduto, condannare
senza ambiguita’ le aggressioni agli agenti ed esprimere
vicinanza ai poliziotti feriti e alle loro famiglie. La Premier,
i membri del governo e la maggioranza hanno preferito invece
rifiutare questo terreno e tentare di strumentalizzare la
situazione, spostando l’asse dalla condanna condivisa su quanto
accaduto alla richiesta di correita’ con le loro ricette e le
loro strategie che dopo 4 anni mostrano tutto il loro fallimento
e la loro totale inefficacia. Hanno perso l’ennesima occasione
per dimostrarsi all’altezza del compito delicato di guida del
Paese cui sono stati chiamati e mostrarsi finalmente vere donne
e veri uomini di Stato”. Lo dice la senatrice Valeria Valente,
componente della Commissione Affari costituzionali. “Hanno
chiesto alle opposizioni – prosegue Valente – non l’espressione
di una lettura condivisa di quanto accaduto, ma la condivisione
delle loro scelte e delle loro strategie alla base di questo
ormai conclamato fallimento. Mossa che definiremmo furbesca e
maldestra se non fosse prima di tutto misera e drammatica
perche’ priva di quel senso dello Stato che in occasioni del
genere dovrebbe attraversare chiunque chiamato a una
responsabilita’ di governo. Su questo terreno le nostre strade
restano convintamente alternative. Loro continuano a chiedere a
cittadini, che vogliono sempre piu’ sudditi, cessione di pezzi
di liberta’ in cambio di maggiore sicurezza, per noi la
sicurezza passa per diritti e doveri condivisi, partecipazione,
cittadinanza. Ma passa anche per scelte di governo in grado di
mettere al centro rigore, serieta’, competenza e senso dello
Stato, che ancora oggi nonostante nostro appello loro hanno
negato non alle opposizioni ma al Paese”.


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