“Il primo via libera all’unanimità da parte della Camera, cui dovrà seguire presto quello del Senato, alla legge che modifica il reato di violenza sessuale introducendo il principio del consenso è un passo avanti storico per le donne nel nostro Paese. Si porta a compimento il cammino iniziato con la legge del ’96, prevedendo che ci sia stupro ogni qualvolta un atto sessuale venga compiuto senza consenso libero e attuale. Il testo integra con l’assenza di consenso gli elementi che fino ad oggi qualificano la fattispecie e cioè violenza, minaccia o abuso di autorità e include inoltre le particolari condizioni di vulnerabilità della persona offesa. In questo modo nel corso del processo si dovrà provare di aver ottenuto e mantenuto il consenso. Le donne che denunciano potranno essere credute e non dovranno più giustificare di non essere state in grado di reagire fisicamente, i processi non verteranno più sui loro comportamenti, abitudini e stili di vita. La condizione di vulnerabilità, anche quando causata da somministrazione o uso di droghe o alcol, non potrà essere usata come giustificazione del reato, ma al contrario sarà una ragione per leggere come più grave e abusante il comportamento dell’accusato. Una svolta dal punto di vista giuridico, che, come non ci stancheremo mai di ripetere, dovrà sempre essere accompagnata da un’adeguata formazione e specializzazione degli operatori della giustizia, per una corretta applicazione e interpretazione scevra da stereotipi e pregiudizi sessisti. Si colma così finalmente una lacuna intollerabile, se si pensa che finora il Codice penale ha riconosciuto in modo chiaro la rilevanza della volontà e dunque del consenso per il reato di violazione di domicilio ma non per quello della violazione di un corpo di donna. Un risultato straordinario per tutte le donne, ottenuto a partire dalle proposte di legge che il Pd aveva presentato sia alla Camera che al Senato, cui ha lavorato in prima persona la nostra segretaria Elly Schlein, costruendo la convergenza di tutte le forze politiche a partire dalla Premier Giorgia Meloni”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente, componente della Bicamerale femminicidio.


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