“Noi non ci tiriamo indietro se si fa
fare un solo passo in avanti alle donne. Pero’ c’e’ uno
spartiacque: non si puo’ pensare di giocare a giorni alterni su
questo terreno perche’ altrimenti si perde di credibilita’”. La
senatrice del Pd Valeria Valente, gia’ presidente della
commissione sul Femminicidio, lo ha sottolineato introducendo il
convegno “Donne, diritto e violenza maschile. Le frontiere di un
nuovo attacco?” in corso nella sala Koch del Senato dove e’
arrivata anche la segretaria Dem, Elly Schlein. Fra gli
interventi quelli due magistrati quali Fabio Roja, attuale
presidente del tribunale di Milano, e Francesco Menditto, che da
procuratore si e’ occupato di violenza di genere.
E quale e’ il nuovo attacco? “Il nuovo attacco – ha spiegato a
margine del convegno – e’ tentare addirittura di neutralizzare
la violenza maschile contro le donne, asserendo che c’e’ una
violenza maschile contro le donne e c’e’ anche una violenza
agita dalle donne verso gli uomini”. Ma, ha spiegato, “la
violenza maschile contro le donne ha una sua specificita’ e non
e’ tema solo di numeri ma di matrice. E’ una violenza specifica”
e riconoscerla come tale “non e’ un capriccio ideologico: e’ la
volonta’ di custodire gelosamente un patrimonio di saperi e
competenze” che partono dagli anni ’70. “Non ci serviva fare il ddl Femminicidio
l’8 marzo” e arrivare al “25 novembre”, Giornata internazionale
per l’eliminazione della violenza contro le donne, “se in mezzo
ci mettiamo il vuoto”, ha detto ancora Valente, indicando come
esempio il tema delle pubblicita’ sessiste e “la negazione
dell’educazione sessuale nelle scuole”. Perche’ cosi’ “non ci
siamo – ha spiegato – Nulla potra’ cambiare, nessuna legge
potra’ cambiare il corso delle cose se non proviamo a
ricostruire corrette relazioni fin dai banchi di scuola”,
relazioni “di rispetto reciproco fra donne e uomini, bambine e
bambini e rieduchiamo a un altro modo di stare al mondo gli
uomini e le donne”.
“Le donne hanno fatto i loro passi, hanno scardinato un modello,
hanno detto che c’e’ un altro modo di stare al mondo,
rivendicando giustamente i loro spazi di autonomia e liberta’ e
vogliono stare nella relazione vedendosi riconosciuto quello che
e’ dato, non concesso” ha rimarcato, durante la gremita
iniziativa di confronto con le reti e i centri
antiviolenza.


Ne Parlano