“Questa manovra è iniqua e non punta alla crescita perché non ha una visione, prima tra tutte quella che aveva animato il Pnrr: colmare le disuguaglianze del Paese come volano per lo sviluppo. A breve il Pnrr verrà a mancare, ma la maggioranza non ne ha colto lo spirito: perseguire la ripresa e la resilienza del Paese grazie al superamento delle tante disuguaglianze che fanno da freno alla crescita. Tra queste, la prima è senz’altro quella di genere. Nel complesso questa manovra perde l’occasione di investire davvero sulle donne per lo sviluppo del Paese e le vede solo in quanto madri, senza peraltro farlo fino in fondo”. Lo ha detto in Aula la senatrice del Pd Valeria Valente.
“A parte aver ridimensionato alcuni obiettivi Pnrr fondamentali come quello sui nidi– ha proseguito Valente – questa manovra sconfessa per l’ennesima volta il governo della prima Premier donna, che avrebbe dovuto guardare alle donne con più attenzione, più coerenza e più coraggio. Le donne invece non vengono viste per quello che sono: il più grande volano di crescita e la più grande occasione per cambiare il modello di sviluppo de Paese e farlo divenire più giusto, sano e rendere l’Italia più forte. L’esempio è la lotta alla denatalità, obiettivo sbandierato. Nella manovra non si punta sull’occupazione femminile, ma si riservano poche misure alle donne con tre o più figli, quando come ci dice l’Istat le donne stanno rinunciando a farne anche uno solo, martoriate come sono nel percorso di vita professionale e di autonomia. Questo governo vede alle donne solo in quanto madri. La Spagna ci dimostra invece che investire sulla buona occupazione femminile significa investire sulla crescita. A parte un intervento troppo timido sui congedi parentali, gli esoneri contributivi previsti riguardano solo madri con molti figli. Non c’è niente per le donne tra i 25 e i 50 anni. Sulla violenza siamo riusciti come Pd a investire 18 milioni di euro per aumentare il fondo per il reddito di libertà, per garantire alle donne che denunciano gli stessi benefici di chi ha Isee pari a zero e un fondo di 7 milioni di euro per l’educazione al rispetto nelle scuole, che però Valditara ha voluto vincolare al consenso dei genitori”.