Violenza donne: Pd, non tagliare educazione scuole, serve reato molestie su lavoro Roma, 23 ott. (LaPresse) – “Noi siamo sempre stati disponibili a trovare una convergenza nella lotta alla violenza maschile sulle donne, come dimostra il recente ddl che introduce il reato di femminicidio su cui abbiamo portato avanti un serio lavoro di modifica rispetto all’impianto iniziale e che, infatti, è stato approvato in modo unanime al Senato”. Così a LaPresse la senatrice del Pd Valeria Valente, ex presidente e attuale componente della commissione bicamerale sul Femminicidio. “Un provvedimento importante – aggiunge -, perché la norma penale ha una sua capacità di accompagnare e sostenere evoluzioni sociali e processuali culturali, ma che da solo non basta, se non è affiancato dalla formazione e specializzazione degli operatori e soprattutto da un processo culturale che consenta di abbattere stereotipi e pregiudizi che, ancora oggi, giustificano gli uomini autori della violenza e colpevolizzano le donne che la subiscono. Anche per questo è indispensabile compiere un passo avanti sul piano culturale, a partire da un maggiore protagonismo di tutte le agenzie educative, dalla scuola all’università, passando per la famiglia, su cui registriamo una posizione di chiusura da parte della maggioranza. Ultimo esempio è l’emendamento presentato dalla Lega in commissione Cultura alla Camera che vieta l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole secondarie di primo grado. Noi abbiamo un buon sistema normativo, a cui dovremmo aggiungere l’introduzione del reato di molestie sessuali sui luoghi di lavoro e una legge sul consenso, ma nessun impianto normativo da solo potrà mai bastare a eradicare un fenomeno che ha radici nella cultura del dominio e del controllo degli uomini sulle donne: sono quelle radici che vanno tagliate”.


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