“Oggi il governo Meloni fa un’operazione di arroganza istituzionale e, aggirando in modo sostanziale la sentenza 192/2024 della Corte costituzionale, decide di fatto di andare avanti con la legge sull’Autonomia differenziata, quando ancora è all’esame del Senato il ddl sui Lep. Pagando un dazio alla Lega, l’Esecutivo prosegue nella strategia di cristallizzare le disuguaglianze territoriali esistenti, ipotecando così la crescita e la competitività dell’intero sistema Paese. Una scelta sbagliata, fatta ai danni del Mezzogiorno ma anche del resto d’Italia”. Lo dice la senatrice napoletana del Pd, Valeria Valente, componente della Commissione Affari costituzionali.
“Le cosiddette pre-intese con Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto, non a caso tutte regioni guidate dal centrodestra – prosegue Valente – contengono devoluzione di poteri su materie fondamentali come la protezione civile, le professioni, la previdenza complementare e integrativa, il coordinamento della finanza pubblica e perfino la tutela della salute. E la logica è completamente sbagliata: non si può applicare l’autonomia differenziata a invarianza di spesa, come prevede anche il ddl sui Lep in discussione in Senato. Non a caso la Consulta ha sancito che prima si definiscono i Lep e si garantiscono le risorse per attuarli e poi si parla di autonomia. La strada scelta dal governo per rispondere alle esigenze elettorali della Lega è invece quella divisiva, che rischia un danno irreversibile al Paese. Un’operazione ottusa, quella di oggi, e priva di visione per il futuro dell’Italia”.