“Il caso della bambina di Monteverde, per la quale è stato disposto il prelievo forzoso a scuola con la forza pubblica dal giudice minorile e il trasferimento dal padre, quando il tribunale ordinario ne aveva disposto il collocamento presso la madre, ha assunto contorni preoccupanti. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare al ministro Nordio e, come Commissione bicamerale sul femminicidio, stiamo acquisendo gli atti. Vogliamo capire cosa sta succedendo: perché una bambina così piccola viene sottratta alla mamma con la forza pubblica? Sappiamo bene che le decisioni della magistratura spettano alla magistratura ma qui sembra davvero che qualcosa non sia andata per il verso giusto. Quest’ultima decisione appare davvero stridere troppo con il senso di giustizia comune e diffuso, oltre che con le norme e le convenzioni internazionali ormai consolidate e sembra veramente troppo distante dal principio della ricerca di quel superiore interesse del minore che deve guidare sempre e comunque l’agire di tutti noi, in questo campo”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente, partecipando oggi al presidio al Campidoglio indetto da Differenza donna e dalle associazioni femministe sul caso della bimba di Monteverde.
“Ecco perché – prosegue Valente – sentiamo il dovere di capire che cosa è accaduto, di accendere un faro sul percorso che ha portato a questo risultato. E soprattutto di capire se le leggi varate in questi anni non sono bastate a rendere giustizia, a garantire percorsi di giustizia adeguati soprattutto ai più vulnerabili ed esposti. Crediamo che oggi l’interesse della bambina di Monteverde debba essere al centro del nostro agire e che ognuno debba fare tutto quanto in suo potere perché torni a casa dall’affetto della sua mamma quanto prima. La politica, le istituzioni, il ministero, il comune con gli assistenti sociali, la magistratura nelle sue diverse articolazioni e livelli, ognuno faccia quanto in suo potere perché la bimba torni a casa “.


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