“Da donna e da femminista,
io ho accolto un appello sostenuto e promosso da sei donne
straordinarie che ho incrociato nel mio cammino di impegno
politico” perche’ “ne ho condiviso fondamentalmente lo
spirito e cioe’ due grandi questioni: il pensiero femminista
ha sempre sposato il senso del limite come l’unica modalita’
attraverso la quale essere in relazione con altri e
consentire uno spazio di democrazia e di liberta’” dunque
“non avvertire il senso del limite e pensare di essere da
soli l’assoluto, il potere assoluto, elimina qualsiasi
spazio di liberta’ e quindi qualsiasi spazio di democrazia”
e’ “il rischio che vediamo nella riforma della Carta
costituzionale”, ha premesso la senatrice del Pd, Valeria
Valente a margine della presentazione del manifesto-appello
“Perche’ da donne e femministe il 22 e 23 marzo votiamo No
alla riforma della Costituzione” in corso presso la sala
Nassirya di palazzo Madama. “Penso, da femminista, che
questa riforma sia contraria anche alla cultura e alla
pratica femminista. E poi un risvolto concreto”, nelle aule
di giustizia “i grandi temi legati alle donne, alla violenza
maschile sulle donne” necessitano “di una maggiore
specializzazione e formazione. Se abbiamo fatto tanti passi
in avanti nelle procure, sappiamo che ne dobbiamo fare
ancora altri nei tribunali, nei tribunali di sorveglianza,
negli uffici dei giudici per le indagini preliminari”, ha
aggiunto. “Arrestare questa formazione complessiva della
Scuola superiore rivolta a tutto il corpo della magistratura
sarebbe per noi un errore”, ha spiegato. “Da ultimo, un pm
meno autonomo, cosi’ come una magistratura meno autonoma e
indipendente, rischia di declinare delle priorita’ che non
sono piu’ quelle che sicuramente avvantaggeranno le donne.
Diciamo che una magistratura piu’ permeata dalla politica,
dalle pressioni di lobby e poteri forti, rischierebbe di
vedere sicuramente non tra le priorita’, la lotta alla
violenza maschile, i temi di tutti i soggetti piu’ fragili,
piu’ vulnerabili o comunque piu’ esposti e meno potenti”, ha
continuato Valente. “Le donne, la violenza maschile contro
le donne e’ anche una questione di potere” da “donne e da
femministe, diciamo No a questa riforma. Ovviamente non
abbiamo la pretesa di rappresentare il femminismo tutto” ma,
ha concluso, “diciamo che da un punto di vista molto
consapevole di femministe guardiamo a questa riforma con
molta molta preoccupazione perche’ crediamo che possa essere
un prezzo troppo alto che le donne saranno costrette a
pagare”.