“Il report del Viminale sugli omicidi e sui femminicidi conferma che è urgente attuare la legge 53/22 sulle statistiche in tema di violenza di genere, che prevede un approccio più complessivo e più analitico al fenomeno strutturale di natura culturale della violenza maschile contro le donne. Il ministero dell’Interno, nel suo recente report, ha registrato nell’ambito della generale diminuzione degli omicidi, anche una lieve diminuzione di quelli con vittime donne avvenuti in ambito familiare ed affettivo, mentre quelli in cui ad uccidere una donna è il partner rimangono sostanzialmente immutati. Mancano però informazioni fondamentali sui femminicidi e sui tentati femminicidi per inquadrare questi numeri, che la legge prevederebbe di raccogliere, come la ripartizione geografica, la nazionalità delle vittime e degli autori, le pregresse denunce. E manca ora, dopo le ultime leggi approvate, la previsione indispensabile del monitoraggio della legge sul femminicidio”. Lo dice la senatrice del Pd Valeria Valente. “Nella raccolta dei dati sui femminicidi – prosegue Valente – si sono fatti molti passi in avanti, soprattutto grazie al lavoro fatto negli anni passati su una corretta e più puntuale lettura del fenomeno anche attraverso i numeri, ma occorre fare ancora molta strada perché i dati divengano un modo per orientare le politiche e per verificarne l’efficacia, che sono poi i veri obiettivi della legge sulle statistiche in materia di violenza di genere. Dunque se rilevare una diminuzione dei femminicidi è ovviamente una bellissima notizia, è anche vero che ricondurre, come hanno fatto illustri esponenti dell’Esecutivo, i numeri pubblicati dal Viminale nel report direttamente alle politiche, soprattutto repressive, messe in campo dal governo della destra, appare semplicistico, superficiale. Come sappiamo e come non ci stanchiamo di ripetere, per contrastare la violenza contro le donne servono soprattutto politiche di prevenzione, quelle che la legge 53/22 sulle statistiche vorrebbe sostenere. Chiediamo dunque al governo di attuare finalmente la legge, che serve anche a far dialogare le banche dati di chi a livello istituzionale li raccoglie, appunto il ministero dell’Interno, attraverso le Forze dell’ordine, oltre al ministero della Giustizia e quello della Salute e di rendere stabili le indagini periodiche dell’Istat”.


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