“Come Bicamerale di inchiesta sul
femminicidio stiamo lavorando per verificare l’efficacia della
riforma Cartabia nel contrasto alla vittimizzazione secondaria
delle donne nelle aule giudiziarie nei casi di separazione con
affido dei figli. Ricordo che la riforma Cartabia del processo
civile e’ nata anche dal lavoro della Commissione di inchiesta
del Senato sul femminicidio che, nella passata legislatura, ha
indagato su cio’ che accade nei processi di separazione
verificando, attraverso un campione scientifico di 1500
fascicoli processuali e l’esame di 36 casi esemplari, che in
piu’ del 30% dei casi le allegazioni di violenza domestica si
perdevano nell’iter processuale e la voce dei bambini non veniva
ascoltata. Abbiamo ottenuto molto, per esempio la messa al bando
di teorie non scientifiche come la sindrome di alienazione
parentale; specializzazione dei magistrati e dei CTU; l’obbligo
dei giudici di verificare il contenuto delle denunce delle donne
e di ascoltare la voce dei minori personalmente. Ma il nostro
lavoro non e’ finito, nella primavera presenteremo un rapporto
per capire come e se sta funzionando oggi quella riforma
rispetto all’obiettivo perseguito e come eventualmente
modificare la legge per meglio tutelare le donne ed evitare
nuove e vecchie forme di vittimizzazione secondaria”. Lo ha
detto la senatrice del Pd Valeria Valente, componente della
Bicamerale Femminicidio, al convegno “Il Rapporto Onu con Reem
Alsalem sull’alienazione parentale nei tribunali: condanna e
divieto”, organizzato dalla stessa senatrice al Senato con la
relatrice dell’Onu sulla violenza contro le donne, Caterina
Arcidiacono, Silvia Mari, Elvira Reale, Teresa Manente, Maria
Serenella Pignotti.