“Due anni senza Giulia Cecchettin. E oggi le parole di suo padre, Gino Cecchettin, ci riportano al punto essenziale: la violenza maschile contro le donne non è un’emergenza improvvisa, ma un fenomeno strutturale. Nasce dentro una cultura che giustifica, minimizza, normalizza e che confonde l’amore con possesso e sopraffazione. Come ricordato oggi in Commissione Femminicidio dalla Fondazione Giulia Cecchettin, la grande scommessa è la formazione di chi forma; lo sosteniamo da tempo: insegnanti, educatrici ed educatori, professionisti della scuola, e di tutti i servizi educativi non trasmettono solo nozioni, ma anche modi di stare in relazione. Per questo è fondamentale un lavoro stabile e continuo, che aiuti a riconoscere e superare stereotipi e automatismi culturali radicati, e spesso inconsapevoli. E’ in questo spazio nella formazione di chi educa che si costruisce la possibilità di relazioni fondate sul riconoscimento dell’altra come persona libera e autonoma, per questo la formazione non è un’aggiunta, ma il cuore della prevenzione. Lo ripeto da tempo: dove si dichiara neutralità, spesso si riproduce l’ordine patriarcale; educazione, cultura e comunicazione devono invece rendere visibile ciò che non lo è, perché solo ciò che si vede e si nomina può essere trasformato. Non solo ricordare. Cambiare.
Per Giulia. Per tutte. (E per tutti.)”. Lo scrive su Fb la senatrice del Pd Valeria Valente.


Ne Parlano