“La cosa più grave di questo provvedimento è l’idea di scuola che trasmette: una scuola imposta per decreto, dove il ministro comanda e tutti eseguono, senza alcun confronto con chi la scuola la vive ogni giorno. Nessun ascolto per studenti, docenti, personale amministrativo. Solo grazie all’opposizione si sono tenute audizioni, altrimenti nessuna voce sarebbe stata ammessa.” Così il senatore Francesco Verducci, membro della Commissione Cultura di Palazzo Madama e vicepresidente della Commissione Antidiscriminazioni, intervenendo in Aula a Palazzo Madama, dove è in corso l’esame del decreto di riforma dell’esame di Stato delle scuole medie superiori.
“Serve ripensare la valutazione, perché è il cuore del patto tra scuola, nuove generazioni e società. L’esame di Stato – ha affermato il parlamentare dem – doveva essere un’occasione per discutere del rapporto tra educazione e trasformazioni del mondo. Invece viene ridotto a una gerarchia che cancella la complessità di un percorso di cinque anni, che è un vero romanzo di formazione.” “La risposta del Governo alle proteste degli studenti è stata punitiva, cieca, autoritaria. Il ministro ha detto ‘bocciateli’, un messaggio intimidatorio inaccettabile. Non una parola invece quando un suo collega di partito ha proposto, a Pontida, di insegnare il giuramento della Decima MAS. Silenzio grave, imbarazzante”, ha detto Verducci.
“La scuola non può essere un luogo che mortifica, che vieta, che punisce. Deve essere uno spazio di emancipazione, che accoglie, riconosce e fa emergere i talenti. Questo decreto è già fallito. Nelle prossime settimane ci saranno mobilitazioni in tutto il Paese. Noi saremo accanto a studenti, insegnanti, famiglie per chiedere un’altra scuola, inclusiva, partecipata, degna della nostra Costituzione”, ha concluso Verducci.