‘C’è un bando molto importante promosso dalla Crui a cui aderiscono molte Università italiane rivolto a studenti palestinesi, affinché possano venire in Italia a studiare e a fare ricerca.
Un Bando sostenuto generosamente anche da soggetti terzi, come nel caso della Regione Campania.
La partecipazione degli studenti palestinesi è stata molto grande e supera le 15 mila domande a fronte dei soli 97 posti a disposizione. Dai primi dati risulta che almeno 400 partecipanti abbiano superato la prova di idoneità. Per questo motivo, la prima richiesta che facciamo al Ministero dell’Università è di ampliare il sostegno economico al Bando in modo che tutti e 400 gli idonei (e non solo i 97 vincitori) possano raggiungere le Università italiane.
In aggiunta a questo, l’altro e ancora più importante tema è assicurare che effettivamente gli studenti palestinesi possano arrivare in Italia. Per le ragazze e i ragazzi che sono a Gaza allo stato attuale questo è impossibile. Nessuno può uscire da Gaza se non per motivi sanitari o di ricongiungimento familiare. Per questo chiediamo al Ministero degli Esteri italiano di attivare un corridoio umanitario ‘studentesco’, in modo da permettere a studenti e ricercatori palestinesi di arrivare in Italia. L’Unità di crisi della Farnesina e le nostre rappresentanze diplomatiche a Tel Aviv, Gerusalemme e Amman stanno facendo un lavoro di grande importanza per il quale vanno assolutamente ringraziate.
È fondamentale che a questo si aggiunga su un piano più alto e complessivo un accordo tra governo italiano e governo giordano, come avvenuto con la Francia, per consentire un ‘corridoio’ per permettere a ricercatrici, ricercatori, studenti palestinesi di lasciare Gaza, precipitata sempre più nell’orrore della fame e della distruzione per responsabilità del Governo Netanyahu. Salvare vite umane e
permettere ad una generazione di studenti di mettersi in salvo in Italia per poter continuare a studiare e poi concorrere il prima possibile alla ricostruzione dello Stato di Palestina è qualcosa che vale moltissimo.’ Così in una nota il Senatore Francesco Verducci, della Commissione Cultura.