“La segnalazione fatta da Agcom al
governo in materia di produttore indipendente e di quote di
investimento nel settore del cinema e dell’audiovisivo di
fatto annichilisce completamente la figura del produttore
indipendente gia’ messo in forte crisi negli ultimi anni dai
mutamenti digitali e dalla crisi pandemica, decretandone di
fatto la sua estinzione. E’ un fatto grave. Se e’ vero che
oggi persistono anomalie nel settore, come giustamente
segnala Agcom, per cui imprese legate a broadcaster sono
considerate indipendenti ed altre no, la strada non e’ certo
quella di dichiarare un liberi tutti, stravolgendo
definitivamente il senso originario degli aiuti al settore.
La strada e’ quella di tutelare e rafforzare i produttori
indipendenti del cinema e dell’audiovisivo per poter farli
competere in un mercato sempre piu’ complesso e aggressivo.
In gioco non c’e’ solo il destino delle imprese italiane del
cinema e dell’Audiovisivo ma le potenzialita’ dei nostri
migliori talenti e anche la nostra identita’ culturale. Gli
aiuti al settore sono stati concepiti dall’Unione Europea
proprio per tutelare e salvaguardare la diversita’ creativa
e culturale degli Stati individuando nel produttore
indipendente non solo l’unico e legittimo destinatario degli
aiuti di stato ma soprattutto la sentinella affinche’ questi
aiuti tutelino diversita’ ed eccezione culturale e aiutino i
produttori indipendenti a competere in un mercato, oggi piu’
che allora, dominato dai grandi gruppi televisivi e dalle
multinazionali dell’intrattenimento. La nota di Agcom
produce un effetto contrario e sostiene di fatto le
produzioni legate alle multinazionali digitali. E il
produttore indipendente? Che fine fara’? Servono invece
nuove regole contro le storture di un mercato ormai in mano
a pochissime concentrazioni. La normativa Europea e’ oggi
ancor piu’ necessaria di quando fu pensata, proprio perche’
oggi sono maggiori gli squilibri di mercato tra produttori i
indipendenti e le multinazionali dell’intrattenimento. E’
assolutamente necessario prevedere un sistema di quote e
sottoquote a tutela del nostro cinema, come fa giustamente
la Francia, unico Paese a noi assimilabile per storia,
cultura e tradizione in tema di cinema. Siamo allarmati
perche’ la normativa sul credito di imposta al settore nelle
bozze trapelate sembra andare proprio nella direzione
suggerita da Agcom. Chiederemo al Governo di intervenire, e
vedremo se stara’ dalla parte delle imprese italiane o delle
multinazionali straniere”. Lo afferma in una nota il
senatore del Pd, Francesco Verducci, componente della
commissione Cultura.


Ne Parlano