“Lo diciamo senza alcuna soddisfazione: questo è un decreto sul nulla. È una presa in giro, l’emblema di un governo che sta provando a fare una riforma dell’università a pezzi, ma la verità è che invece sta facendo a pezzi l’università! I fondi qui previsti sono ricavati da tagli ad altrettanti fondi, a risorse già stanziate e non utilizzate. La verità è che non esiste un piano nazionale di ricerca pubblica. E che l’università è abbandonata e sotto attacco: taglio dei fondi (nonostante la propaganda del Ministero), precarizzazione selvaggia del lavoro, restrizione degli spazi di rappresentanza, della libertà e dell’autonomia di ricerca e insegnamento. Milioni di ragazzi non possono permettersi di andare all’università. Ma il Ministero fa finta di nulla, continua con un trionfalismo fuori dalla realtà. Tutto il sistema universitario statale è a rischio di disgregazione e di sopravvivenza. Le telematiche stanno fagocitando il sistema universitario, con una degenerazione pericolosa. In questo Decreto non c’è nulla per dare continuità agli investimenti Pnrr, c’è il rischio espulsione per migliaia di ricercatori. Ma in questo Decreto non c’è nessuna risposta. Anzi, il poco di rilevante che c’è, le norme su defiscalizzazione borse di studio e sui requisiti per la stabilizzazione del personale Cnr, era contenuto in nostri emendamenti che la destra ha respinto per poi però appropriarsene inserendole nei loro emendamenti riformulati, con un atteggiamento scorretto che costituisce un precedente gravissimo”. Così il Senatore del PD Francesco Verducci in dichiarazione di voto sul Decreto Università.
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