“L’omissione o la rimozione delle
responsabilità del fascismo italiano è un gravissimo vulnus nel
contrasto dell’antisemitismo. Il fascismo operò un disegno
criminale di vera e propria istituzionalizzione
dell’antisemitismo che culminò con le leggi razziali del 1938.
Quelle leggi infami furono a pieno titolo parte della tragedia
della Shoah e condussero all’espulsione dalla vita pubblica prima
e all’arresto e ai campi di sterminio poi migliaia di ebrei
italiani. In Italia, il contrasto all’antisemitismo non può non
sostanziarsi della memoria dell’abominio fascista e del contrasto
ad ogni forma e retaggio fascista, a partire dalla memoria delle
responsabilità dei gerarchi del fascismo, della Repubblica
sociale italiana e degli estensori di riviste come ‘la difesa
della razza’, la voce piú celebre e violenta del razzismo
fascista, non solo uno strumento di propaganda, ma il prodotto di
una cultura dell’odio di lunga data, che venne fondata da
Mussolini e di cui Giorgio Almirante fu redattore capo.
Contrastare l’antisemitismo è un lavoro innanzitutto culturale e
rimuovere le responsabilità del fascismo – con tutta evidenza uno
dei fattori di antisemitismo presenti e radicati nella storia
nazionale – significa avere un atteggiamento assolutamente debole
e strumentale. Per questo è fondamentale che il lavoro
legislativo in corso riaffermi questo presupposto con nettezza,
così come ogni strategia nazionale di contrasto
all’antisemitismo”. Così in una nota il Senatore Francesco
VERDUCCI, vice Presidente Commissione Antidiscriminazioni.