“Abbiamo rivolto, come Gruppo PD in Senato, una interrogazione urgente ai Ministri della Giustizia e
dell’Interno su due aspetti particolari e delicati della vicenda che ha riguardato l’ex-Sottosegretario
Delmastro Delle Vedove, altri esponenti biellesi di FDI, il prestanome del clan camorristico dei Senese.
Altri aspetti sono stati e sono affrontati sia nel dibattito politico-parlamentare più generale, sia nel
percorso che la Commissione Antimafia ha deciso di intraprendere mentre, sul piano giudiziario, sono
in corso inchieste da parte di DDA e Procure di Roma e Torino. Le due questioni, in sintesi, sono queste.
La prima: se Delmastro (come ripetutamente dichiarato da lui e da esponenti di governo) era minacciato dalle mafie, aveva avuto il rafforzamento della scorta, come è stato possibile che frequentasse un locale e un ambiente legati al clan camorristico? Come è stato possibile che chi era preposto alla tutela non avesse compiuto i preventivi accertamenti e verifiche? Con relative e doverose “bonifiche”? Erano stati assolti questi compiti, obbligatori per chi sovrintende alla sicurezza di esponenti di Governo? Se no, perché? E se sì, come è stato possibile che l’ex-sottosegretario e altri esponenti apicali del Gabinetto di Via Arenula e del DAP potessero frequentare quel ristorante?
La seconda domanda: in quel locale cenavano, sia con Sottosegretario, Capo-Gabinetto, sia magari in altre occasioni, dirigenti del DAP che, in un clima conviviale e informale tra colleghi, potrebbero avere conversato su temi attinenti al loro lavoro che presenta – come si sa – aspetti particolarmente sensibili e delicati. Chi ci assicura che in quel locale non ci fossero strumenti di captazione audiovisiva impiantati dal clan dei Senese? Sono domande
che attengono non solo a cose del recentissimo passato, ma anche alla necessità che ci siano protocolli, rispetto degli stessi che prevengano rischi analoghi per il futuro. Sono domande che attendono risposte. Così Walter Verini, Capogruppo PD in Antimafia e primo firmatario dell’interrogazione.