“In Commissione Giustizia del Senato,
questa mattina, ho posto direttamente alla Presidente Giulia
Bongiorno di valutare (e – per me – di assumere conseguenti
decisioni) la grave inopportunità, che sconfina nel serissimo
rischio di conflitto di interesse, di impersonare la difesa di
Ministri e dirigenti dello Stato sul caso Almansri. Mi riferisco
in particolare all’assistenza legale prestata anche al Ministro
della Giustizia Nordio e alla Capo-Gabinetto Bartolozzi. Il punto
non sta nel fatto che la parlamentare Bongiorno continui a
svolgere la professione forense. Le norme non lo impediscono. La
grave inopportunità risiede nel fatto che si tratta della
Presidente della Commissione Giustizia, che assume la difesa del
Ministro Guardasigilli e della sua discussa Capo Gabinetto. Una
conferma del conflitto tra i ruoli la avemmo subito un anno fa,
quando Giulia Bongiorno – nella sua veste di legale – sconsigliò
ai suoi assistiti di accogliere le forti richieste di venire a
riferire in Parlamento sul caso Almansri. Un avvocato difensore
lo può fare, ma è inammissibile lo faccia un Presidente di organo
parlamentare! Anche assistere una Capo Gabinetto a Via Arenula,
che ha chiesto al Parlamento di essere ‘scudata’ come i membri di
Governo sullo stesso caso (sarà la Corte a decidere) , che chiede di non essere giudicata a
Roma ma a Perugia, dilazionando tempi e ricerca della verità
giudiziaria, se è lecito per un legale, appare del tutto
inopportuno per chi presiede la Commissione Giustizia del
Senato”. Così il Senatore Walter Verini, Segretario Commissione
Giustizia e Capogruppo PD in Antimafia.