“Fabio Mussi è stato un importante dirigente della sinistra italiana. Fin da ragazzi noi della FGCI ammiravamo quel dirigente comunista un po’ più grande, che si distingueva per intelligenza e passione politica, spessore culturale, una grande ironia e uno spiccato senso dell’umorismo. L’abbiamo ammirato quando fu uno dei protagonisti principali più vicini ad Achille Occhetto nella svolta che portò alla fine dell’esperienza del PCI e alla nascita di PDS e poi DS. Lo conobbi da vicino negli anni dell’Ulivo, una esperienza finita troppo presto, che Mussi aveva contribuito a costruire e che sosteneva con tenacia da capogruppo alla Camera. Lasciò un segno importante anche quando fu chiamato a svolgere ruoli di Governo. Ricordo poi il congresso di Firenze che chiuse l’esperienza dei DS per avviare, parallelamente alla Margherita, il percorso per la nascita del PD. Mussi scelse di non seguire quel percorso e ricordo ancora la commozione generale davanti alla sua, durante un discorso di altissimo spessore e di grande emozione, nel quale dava nuovi appuntamenti a compagni di una vita che da allora avrebbero percorso strade diverse, ma con obiettivi comuni”. Così il senatore PD Walter Verini.


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