“I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe certificano una situazione che denunciamo da tempo: il Servizio sanitario nazionale è sempre più in difficoltà e il Governo continua a non mettere in campo le risorse necessarie per invertire la rotta. Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica italiana si ferma al 6,2 per cento del Pil, contro una media Ocse del 7,1 per cento, collocando il nostro Paese all’ultimo posto tra quelli del G7. Non è una graduatoria astratta: dietro questi numeri ci sono cittadini che aspettano mesi per una visita, pronto soccorso in affanno, carenza di personale e famiglie costrette a pagare di tasca propria o, sempre più spesso, a rinunciare alle cure”. Lo dichiara la senatrice del Partito Democratico Ylenia Zambito, commentando l’analisi della Fondazione Gimbe sulla spesa sanitaria nei Paesi Ocse.
“Il dato più grave – prosegue Zambito – è quello relativo ai 5,8 milioni di persone che nel 2024 hanno rinunciato a esami diagnostici o visite specialistiche. Quando quasi un cittadino su dieci rinuncia a curarsi, viene messo in discussione il principio stesso dell’universalità del nostro Servizio sanitario nazionale. E a pagare di più sono le persone con redditi più bassi e chi vive nei territori dove l’offerta sanitaria è già maggiormente fragile”.
“Con la prossima Legge di Bilancio il Governo non può limitarsi ad annunci e cifre nominali: serve una svolta sul finanziamento della sanità pubblica, accompagnata da un piano per il personale, per la riduzione delle liste d’attesa e per il rafforzamento della medicina territoriale. Difendere il Servizio sanitario nazionale significa garantire concretamente il diritto alla salute sancito dalla Costituzione, indipendentemente dal reddito e dal luogo in cui si vive”, conclude Zambito.