“L’incontro di questa mattina alla Sala Nassirya del Senato è servito a rendere pubblica la posizione delle forze di opposizione e delle organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL su un disegno di legge di riorganizzazione sanitaria e territoriale che desta una fortissima preoccupazione”.
Cosi la senatrice Sandra Zampa, capogruppo Pd in Commissione Sanità a Palazzo Madama, nella conferenza stampa sul DDL delega n. 1825, dedicato alla riforma del Servizio sanitario nazionale.
“Si tratta – ha sottolineato Zampa – di un provvedimento corposo che, nel corso delle audizioni, ha registrato una posizione pressoché unanime: dalla Conferenza delle Regioni alle organizzazioni sindacali, fino a numerose associazioni del settore sanitario, è emersa la richiesta esplicita di ritiro del testo”.
“La Conferenza delle Regioni – ha aggiunto Zampa – ha evidenziato in modo chiaro la necessità di un confronto più approfondito, ribadendo che la strada più corretta sarebbe il ritiro del provvedimento per consentire una rielaborazione condivisa. Anche CGIL, CISL e UIL hanno espresso una posizione sovrapponibile, chiedendo un intervento radicale di revisione”.
Secondo Zampa, il punto critico principale riguarda l’impostazione complessiva della riforma: “Dopo la lezione della pandemia, durante la quale era emersa convintamente la necessità di rafforzare la sanità territoriale, questo provvedimento rischia di riportare il sistema verso una logica nuovamente ospedalocentrica, senza un adeguato investimento sul territorio”.
“La sanità territoriale – ha proseguito la parlamentare democratica – è la vera grande assente di questo disegno di legge. Si interviene sulla riorganizzazione ospedaliera, ma non si rafforza in modo concreto la rete dei servizi territoriali, proprio mentre tutti gli esperti e gli operatori sanitari indicano questa come la priorità assoluta per garantire il diritto alla salute”.
Zampa ha, inoltre, richiamato le criticità emerse nel confronto parlamentare e nelle audizioni: “Il rischio è quello di generare confusione organizzativa e sovrapposizioni di competenze tra livelli istituzionali, senza chiarire realmente il modello di governance del sistema sanitario”.
“Questo disegno di legge – ha insistito la senatrice dem – delega al governo la sostanza della riorganizzazione sanitaria, ma più che organizzare, frammenta; più che potenziare, indebolisce. Chiudendo questo incontro dobbiamo richiamare i punti più gravi: lo spostamento dell’asse del Servizio sanitario verso l’ospedale e verso il privato, l’assenza di investimenti su prevenzione e territorio e la messa in discussione dell’universalità del servizio, garantita dalla Costituzione e dalla legge 833. Il territorio e la prevenzione sono marginalizzati, non ci sono coperture finanziarie, e gli obiettivi del disegno di legge restano poco chiari e incomprensibili”.
Nel corso della conferenza stampa, alla quale hanno partecipato anche i senatori Orfeo Mazzella e Barbara Guidolin (M5S), Anna Maria Furlan (IV) e Tino Magni (AVS), insieme a Daniela Barbaresi (segretaria confederale CGIL), Sauro Rossi (segretario confederale CISL) e Santo Biondo (segretario confederale UIL), è stato ribadito un giudizio unitario di forte preoccupazione.
“Quello che emerge con chiarezza – ha concluso Sandra Zampa – è che siamo di fronte a un testo che non risponde alle esigenze reali del Servizio sanitario nazionale. Per questo chiediamo con forza il ritiro del provvedimento e l’apertura di un confronto vero con Regioni, sindacati e professionisti della sanità, per costruire una riforma all’altezza delle sfide del sistema sanitario pubblico”.