“La drastica riduzione del “prosieguo amministrativo”, da 21 a 19 anni, per i minori stranieri non accompagnati prevista dal ddl immigrazione è una misura irrazionale e incomprensibile. Appare dettata da un sentimento di pura ostilità e da razzismo nei confronti proprio di quei giovanissimi migranti che meriterebbero di essere sostenuti nel loro percorso di integrazione nel paese che li ha accolti. Previsto dalla legge 47 del 2017 il prosieguo amministrativo è un istituto che viene concesso, dietro autorizzazione del tribunale dei minorenni, ai giovani migranti che arrivati minorenni in Italia, hanno intrapreso un percorso di formazione professionale, istruzione e inserimento normativo. Sono risorse preziosissime per un paese che invecchia e che registra uno dei più drammatici cali demografici del mondo. Sono forza lavoro per le imprese italiane che sono alla ricerca di manodopera, sono giovani che si impegnano in un percorso di inclusione. Perché togliere loro questa opportunità? Anche a costo di privare il paese di lavoratori formati nel nostro paese? Perché? Colpisce che il ministro Piantedosi non abbia voluto ascoltare nessuna delle tante voci che si sono levate per scongiurare che questa norma venisse presentata. Togliere a ragazzi di 19 anni ogni opportunità di inclusione significa aumentare il rischio della marginalità, significa buttarli in strada, esporli al rischio di venire reclutati da organizzazioni criminali o di sfruttamento. Significa aumentare i rischi per la sicurezza di tutti, non aumentare la sicurezza. Ma fino a quando saranno solo l’odio e il razzismo a guidare le norme che regolamentano le politiche in materia di migrazione, il risultato non potrà che essere la miseria di scelte come questa. Alla fine, un intervento dopo l’altro, questa maggioranza e questo governo stanno demolendo la legge 47/2017 che l’Europa e tanti paesi del mondo hanno indicato come esemplare. Un baluardo dello stato di diritto che affonda le radici nella convenzione sui diritti del fanciullo”. Così la senatrice Sandra Zampa, capogruppo Pd in commissione Affari sociali a Palazzo Madama.


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