“Siamo davanti a un Consiglio europeo di
svolta, dopo che Biden al G7 ha rilanciato la via multilaterale e ha
detto che le proposte andranno costruite in un rapporto stretto con
gli alleati storici, a partire da una nuova consapevolezza e da una
attenzione ai paesi in via di sviluppo, perché quella rimane una delle
più formidabili armi diplomatiche per non lasciare il campo libero a
un tentavo di costruire un nuovo ordine internazionale da parte della
Cina”. Così il senatore Alessandro Alfieri, capogruppo Pd in
commissione Esteri, nel suo intervento sulle comunicazioni del
Presidente Draghi in vista del prossimo Consiglio Europeo.
“E’ corretto che Stati uniti e Europa agiscano insieme per una
proposta complessiva importante, soprattutto dopo la crisi pandemica.
Noi dobbiamo costruire un progetto ambizioso, sapendo che gli Stati
Uniti sono nostri alleati, ma con la nostra autonomia, in maniera
leale, facendo le nostre battaglie. Riguardo la stabilizzazione della
Libia, noi siamo stati i primi ad andare, in un territorio dove
bisogna muoversi con grande attenzione, con la collaborazione dei
Paesi europei”.
“Sull’immigrazione -aggiunge Alfieri- bene ha fatto
Draghi a sottolineare la necessità che vada rimessa al centro
dell’agenza politica. Bene quanto detto dal Presidente sul superamento
di Dublino, bene il rafforzamento dei corridoi umanitari e dei
rimpatri volontari assistiti”.
“Quindi chiedere più risorse è utile, come fare accordi di
riammissione a livello europeo. Il punto dolente riguarda i
ricollocamenti e qui dobbiamo riaffermare il vincolo solidaristico,
ritrovare le ragioni dello stare insieme in Europa. E questo significa
dire ai paesi dell’Europa orientale che se loro non ci stanno ci
saranno delle sanzioni dal punto di vista delle risorse. Ed esprimiamo
preoccupazione per ciò che sta avvenendo in Ungheria in materia di
diritti fondamentali. Non è possibile che il Parlamento ungherese”.
“Bene ha fatto il sottosegretario Amendola, intervenendo a Bruxelles,
a chiedere immediati chiarimenti in merito a norme discriminatorie
sull’orientamento sessuale. Ci sono diritti fondamentali che sono alla
base della costruzione europea che vanno tutelati”.