“Il voto favorevole al ddl
delega di riforma dell’ordinamento forense risponde alla
necessita’ di nuove e aggiornate regole lungamente attese a
distanza di 14 anni dagli ultimi interventi, soprattutto
guardando al grande lavoro dell’avvocatura associata.
Diversi sono gli elementi positivi, anche grazie ad alcuni
interventi proposti dal Pd che sono stati recepiti alla
Camera”, ha detto, intervenendo in Aula, la vicepresidente
del Senato, Anna Rossomando (Pd). “Tra queste novita’
l’eliminazione di alcune incompatibilita’ sulla
partecipazione alla governance di societa’, la formazione
continua che andrebbe pero’ adeguatamente finanziata e solo
parzialmente l’aver iniziato ad affrontare il tema della
monocommittenza. Non condividiamo invece la scelta del
disegno di legge delega, che conferma un’impostazione
protesa a mettere tutto in mano al governo, che tra l’altro
contestualmente e’ intervenuto sulla stessa materia con un
decreto, con residuale ruolo del Parlamento come linea
unificante. Ma in questo contesto e sulla giustizia al
governo manca soprattutto una visione, una progettualita’
complessiva, che coinvolga il ruolo dell’avvocatura e lo
renda effettivo. Questo e’ per esempio dimostrato dal fatto
che sono state fatte scelte molto precise sulla non garanzia
della difesa dei non abbienti. C’e’ una demolizione del
diritto di difesa per tutti e c’e’ il criterio del
“dipende”: dipende da dove sei nato, dipende da che risorse
hai, dipende se sei un fragile. La tutela dell’autonomia e
della liberta’ dell’avvocatura e del diritto di difesa e’ –
ha concluso – la tutela dello Stato di diritto, che oggi
viene costantemente attaccato, sabotato e aggredito in
questo Paese e fuori da questo Paese”.