“La presentazione di questo libro è nata proprio per ritornare a
parlare di giustizia, ma giustizia intesa come domanda di verità, che arriva
soprattutto dalle categorie più deboli, dai più fragili, quelli che sono in marcia
nella società, quelli che appunto cantava Fabrizio de André”. Così Lorenzo Basso,
senatore Pd, che ha promosso a Palazzo Madama la presentazione del libro “Alla
stazione successiva. La giustizia, ascoltando De André”
di Raffaele Caruso (San Paolo Edizioni). “Siamo partiti dal libro di Raffaele Caruso
– aggiunge – dalle sue riflessioni tra giustizia, verità e misericordia nelle canzoni
di André, per raccontare perché serve davvero fare un passo avanti, ma non nella
direzione che propone questo referendum, che va invece a indebolire la magistratura,
esattamente quindi in direzione opposta. Abbiamo fatto esempi, esempi importanti,
come quello del riconoscimento del danno biologico, su cui i magistrati liberi sono
riusciti a interpretare una legge che c’era e che riconosceva il danno biologico in
funzione di quello che era lo stato economico delle persone, dicendo che si doveva
fare prima di tutto riferimento all’uguaglianza costituzionale, che quindi doveva
essere superato quel riferimento allo stato economico. Questo è un esempio di cosa
può fare una magistratura libera, una magistratura che non dipende dal potere, come
appunto cantava De Andrè”. “Noi – avverte il senatore – rischiamo di tornare
indietro, rischiamo di tornare a quei giudici cantati appunto nelle ballate di De
Andrè e non vogliamo questo. L’iniziativa – conclude – è nata per riflettere su
questi punti e per sostenere le ragioni


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