Le relazioni presentate all’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte d’Appello di Genova, dalla Presidente Elisabetta Vidali e dal Procuratore generale Enrico Zucca, restituiscono un quadro chiaro: i dati del distretto ligure smentiscono la narrazione di un presunto appiattimento dei giudici sulle posizioni dei pubblici ministeri».
Lo dichiara il senatore ligure del Partito Democratico Lorenzo Basso.
«I numeri illustrati dimostrano che il giudizio resta autonomo e che gli esiti dei procedimenti non sono affatto automatici. Al tempo stesso – prosegue Basso – entrambe le relazioni hanno indicato con nettezza dove si collocano le criticità reali del sistema: gravi scoperture di organico, carenze di personale amministrativo e difficoltà organizzative che incidono sui tempi e sull’effettività della tutela dei diritti».
«Un’attenzione particolare – conclude Basso – è stata dedicata anche al tema dell’intelligenza artificiale, giustamente indicata come una sfida epocale da magistrati e avvocati. L’IA può essere un supporto importante per rendere più efficienti i processi amministrativi e organizzativi, ma va governata con prudenza perché non entri nel percorso giudicante, che deve restare umano, responsabile e indipendente. È una linea che ho sostenuto con forza nel dibattito parlamentare sul disegno di legge in materia di intelligenza artificiale. Senza investimenti adeguati, competenze e strumenti all’altezza, il rischio è aggravare criticità già evidenti, come dimostrano le segnalazioni sui malfunzionamenti e i ritardi degli applicativi di base della digitalizzazione. No a riforme-bandiera, sì a investimenti, organizzazione e garanzie».
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