“Meloni oggi scopre che i contenuti prodotti con l’intelligenza artificiale devono essere riconoscibili. Bene. Peccato che sia esattamente ciò che chiediamo dal 2023 e che la sua maggioranza ha continuato a non approvare”.
Così i senatori del Partito Democratico Lorenzo Basso e Antonio Nicita.
“Il 9 novembre 2023, al Senato, presentammo il Digital Innovation Act mostrando un video fake della Presidente Meloni generato con l’IA. Non era una gag: era la prova concreta di quello che già allora si poteva fare. Per questo avevamo proposto un marchio obbligatorio, chiaro e visibile — ‘AI Made’, ‘prodotto con intelligenza artificiale’ — per video, immagini, voci e testi generati artificialmente”.
“Da allora il Governo ha lasciato passare il tempo. Il mondo è corso, i deepfake sono esplosi, le truffe pure, la manipolazione informativa è diventata un rischio quotidiano. E la maggioranza ha tenuto ferme le nostre proposte o bocciato gli emendamenti alla legge sull’IA”.
“Il problema è sempre lo stesso: il Governo arriva tardi e confonde gli annunci con una politica industriale e democratica sull’intelligenza artificiale. Annuncia IA nella polizia, nella giustizia, nella pubblica amministrazione, ma senza risorse adeguate, senza strumenti concreti, senza una governance indipendente e senza diritti davvero esigibili per cittadini e imprese. Solo proclami, mentre la tecnologia corre”.
“Meloni sembra aver perso il senso del tempo. Parla oggi come se fosse all’opposizione, ma è Presidente del Consiglio. Se pensa davvero che i cittadini debbano sapere quando un contenuto è fatto con l’IA, faccia approvare subito la nostra proposta. Meno allarmi tardivi, più atti concreti”.