“Difendere la Costituzione non è un atto di appartenenza politica, ma un gesto di fedeltà alla Repubblica.
Noi lo facciamo nel nome di chi quella Carta la scrisse dopo aver conosciuto l’umiliazione della dittatura e la grandezza della libertà riconquistata.
Nella maggioranza di destra che oggi governa il Paese affiora, invece, una voglia di riscriverla, come se la Costituzione fosse un ostacolo e non la garanzia stessa della democrazia, proprio perché fonda la sua forza sulla separazione e sull’equilibrio dei poteri.
Ma c’è una differenza profonda tra chi la Costituzione l’ha generata nella luce della Resistenza e chi, ancora oggi, la osserva con il fastidio di chi la subisce.
E a Pera diciamo che il Pd difende la Costituzione nel solco dei partiti della Resistenza, non delle nostalgie.
Per galateo istituzionale evitiamo di ricordare alla destra le sue origini: certe radici non si celebrano, si superano.
Quanto a lei Presidente Pera, sarebbe perfino ingeneroso parlare di origini politiche, ne ha cambiate talmente tante che rischieremmo di perderci nel suo labirinto”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia, intervenendo in aula a Palazzo Madama e rispondendo ad un intervento del presidente Marcello Pera precedentemente intervenuto nel dibattito.


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