“Leggo stamattina le agenzie e il ministro Nordio
continua ad alimentare uno scontro insicuro nel
Paese, dicendo che si è trattato solo di un errore di
comunicazione”. Lo ha detto il presidente dei senatori del Pd,
Francesco BOCCIA, a “Ping Pong” su Rai Radio 1.
“Non è così: siamo di fronte a un approccio che sta
trasformando il ministero della Giustizia in un terreno di
scontro politico”, ha aggiunto, criticando la gestione delle
polemiche degli ultimi giorni. “Mentre il Paese chiede risposte
su tempi della giustizia e condizioni del sistema, continuiamo a
vedere tensioni e dichiarazioni che dividono invece di risolvere
i problemi”, ha concluso.

Referendum: Boccia, Costituzione non è nella disponibilità della maggioranza

“Questo voto dice una cosa semplice
ma potente: la Costituzione non è nella disponibilità di una
maggioranza”. Lo ha detto il presidente dei senatori del Pd,
Francesco BOCCIA, a “Ping Pong” su Rai Radio 1, commentando
l’esito del referendum sulla giustizia.
“La destra ha costretto il Paese a una corsa contro il tempo
per cambiare la Costituzione, ma gli italiani hanno difeso
l’equilibrio della democrazia. Chi ci ha provato in passato ha
già pagato un prezzo alto”, ha aggiunto, sottolineando che “è
già successo in passato, con Berlusconi e con Renzi, e sta
succedendo anche a Giorgia Meloni, che paga un’arroganza
evidente agli occhi di tutti gli italiani. La Costituzione si
può toccare, ma si tocca tutti insieme. I cittadini hanno difeso
l’equilibrio della democrazia, ed è un messaggio chiaro. Lo ha
ribadito anche il cardinale Matteo Zuppi: l’equilibrio tra i
poteri dello Stato è un’eredità preziosa. Per questo chiediamo
che venga ritirata subito anche la riforma sul premierato”.
“La maggioranza – ha poi osservato – non ha mai cercato un
confronto e ha scelto invece la strada dello scontro, spaccando
il Paese in modo grave. È accaduto sulla riforma della giustizia
e sul premierato, con divisioni profonde che hanno coinvolto la
magistratura, gli avvocati, gli accademici e i giuristi”, ha
aggiunto sottolineando che “il voto dimostra che gli italiani
chiedono un’altra strada: equilibrio, rispetto e riforme
condivise, non forzature”.

Boccia: Il campo largo è già una realtà, le primarie strada naturale

“Il campo progressista esiste già ed
è stato costruito giorno dopo giorno in Parlamento, con una
larghissima convergenza sui voti tra le forze di opposizione”.
Lo ha detto il presidente dei senatori del Pd, Francesco BOCCIA,
a “Ping Pong” su Rai Radio 1.
“La coalizione nasce su temi condivisi, dai salari
all’Europa, dalla sanità pubblica alla scuola”, ha spiegato,
sottolineando che “nell’ultimo anno si lavorerà a un percorso
comune sui programmi”. Sulla leadership, “il Pd ha nel suo Dna
le primarie, quindi benissimo se si sceglierà quella come strada
per individuare chi guiderà la coalizione”, ha concluso.
Quanto al voto sul referendum, che nel Pd avrebbe registrato
alcuni distinguo, BOCCIA ha precisato: “sui cosiddetti
riformisti si sta facendo molta confusione: non è chiaro neanche
a chi ci si riferisca. Deputati e senatori del Partito
democratico hanno votato in maniera compatta e unitaria. Si
tratta al massimo di posizioni di alcuni intellettuali o ex
parlamentari, in molti casi nemmeno più iscritti al Pd, ai quali
è stata attribuita questa etichetta. Nel partito è giusto che ci
sia pluralismo, ma quando si assume una decisione si va avanti
insieme”, ha concluso.


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